Italian cyclist Danilo di Luca has been surprising and impressing fans all season with monumental wins from the Vuelta Ciclista al Pais Vasco, to the prestigious Classics of the North and on to a spectacular Giro d'Italia. Not only has he raced above and beyond the call of duty for the Liquigas-Bianchi team, but he has also earned himself the coveted ProTour leader's jersey. Clad in white, The Killer has shocked many with his transformation into a cycling all-star. Perhaps his white ProTour leader's jersey has given him wings.
Interviewed by Luciana of BiciRace.com
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BiciRace.com: Ciao Danilo! Benvenuto a BiciRace.com. Siamo molto felici di avere l'occasione di parlare con te! È un piacere fare questa intervista con te. Infatti potrebbe farti piacere sapere che hai un fan club "del underground" in California, composto solamente delle donne!
Danilo Di Luca: Vi ringrazio, sono molto lusingato, ma anche molto... sposato! A parte gli scherzi, in questi anni il sostegno di mia moglie è stato fondamentale.
BR: OK, andiamo al tema di ciclismo...
Prima congratulazioni e complementi per tutte le gare che hai vinto recentemente. Tu sei assolutamente fortissimo in questo periodo. Tutti noi a BiciRace.com abbiamo visto le tue vittorie impressionanti. Sei realmente arrivato in forma quest'anno, cosa è stato differente per te? Allenamento? Dieta? Pensieri? Esperienza?
DD: Io credo che quest'anno la mia arma vincente sia stata soprattutto la testa. Ho trovato una squadra, la Liquigas-Bianchi, che mi ha supportato come un vero leader. Questo per me è stato un passaggio fondamentale: sapere di avere una squadra che lavorava per me, che aveva fiducia nelle mie potenzialità. Il resto l'ha fatto la mia determinazione.
BR: Puoi dirci cosa significa sentirsi un campione, uno degli migliori nel gruppo?
DD: Solo adesso comincio a rendermene conto: per me indossare la maglia di leader del ProTour è motivo di grande orgoglio e anche una grande responsabilità. Spero di mantenerla sulle spalle fino al Giro di Lombardia.
BR: Comé avere tutti gli altri ciclisti che guardano ogni tuo movimento ti rende fiero o ti soffoca un po?
DD: Effettivamente non ero abituato ad avere tanta attenzione intorno a me, ma devo dire che essere "guardato a vista" è qualche cosa che ti dà sicurezza. Direi che mi rende fiero... E mi trasmette una carica straordinaria.
BR: Com'è l'atmosfera nel team Liquigas-Bianchi? Il teal è forte. Ci sono molti altri nel team che potrebbero sperare in una vittoria nella stessa gara? Come pensi di fare per andare alla vittoria?
DD: C'è davvero un'ottima atmosfera nel team: non credo che avremo problemi di rivalità interne. Fino ad ora ci siamo messi a disposizione gli uni degli altri, a secondo della tattica dettata dai direttori sportivi e delle condizioni di ciascuno di noi. Personalmente (e l'ho dimostrato anche al Giro d'Italia) non ho alcuna difficoltà nel mettermi a disposizione dei miei compagni.
BR: Quale era la tappa più dura del Giro di quest'anno? La Finestre-Sestiere?
DD: Direi di sì: la più dura, la più spettacolare e anche quella in cui mi sono esaltato di più. Lì ho sentito di dovermi giocare tutte le mie chanches e credo di aver agito molto bene in salita. Peccato per quel crampo alla fine della discesa... Ma l'anno prossimo andra diversamente.
BR: Come ti senti adesso doppo il Giro?
DD: Sto cominciando solo ora a rendermi conto di quanto è successo: dalla vittoria ai Paesi Baschi alle Classiche del Nord ed, infine, al Giro sono successe moltissime cose e la mia vita è senza dubbio cambiata. Cerco però di rimanere con i piedi per terra: mi godo il meritato riposo, la mia famiglia e faccio progetti per il futuro.
BR: Quando hai realizzato che eri destinato a fare il ciclista professionista?
DD: Fin da bambino: era una specie di vocazione.
BR: Chi era/é il tuo ciclista-ispiratore?
DD: Tra tutti direi Miguel Indurain mentre, tra gli italiani, Gianni Bugno
BR: Quale storia sta dietro al tuo nick-name, the "killer"?
DD: Sono i giornalisti che mi hanno dato questo soprannome, per la mia determinazione nel perseguire un obiettivo e nell'ottenerlo.
BR: Qual è il tuo piatto preferito? Presti molta attenzione alla tua dieta? Specificatamente prima, durante o dopo l'allenamento?
DD: Rigatoni agli scampi. Sono attento alla dieta, ma senza eccedere.
BR: Quale musica preferisci? Ti piace la musica americana?
DD: Il mio interprete preferito è Sting, ma ascolto anche la musica americana.
BR: Tu sei un musicista. Un "drummer", vero? Parlaci della tua esperienza musicale. Fai musica con degli altri ciclisti?
DD: A dire il vero non posso definirmi un vero e proprio musicista: "strimpello" la batteria grazie ai consigli di mio fratello Aldo, che ha un vero e proprio gruppo. Non ho mai suonato con altri corridori, ma sono pronto ad eventuali proposte!
BR: BiciRace.com abbiamo sentito che sei della regione Italiana delle Marche. Com'è nella tua città? Trascorri molto tempo là anche durante le gare oppure solo fuori stagione agonistica?
DD: In realtà sono abruzzese: di Spoltore, vicino a Pescara. Amo molto la mia terra dove ho sempre abitato, fin da quando sono nato. Indossare la maglia rosa all'Aquila [5° tappa], a due passi da casa, è stata per me una delle soddisfazioni più grandi quest'anno. Ora sto ultimando la mia nuova casa a Pescara: nel centro di una città che amo molto ed a pochi passi dal mare...
BR: Danilo, è stato un vero piacere chiacchiere con te. La prossima volta che verrai al lago di Como ti preghiamo di venire a "BiciRace.com Headquarters".
DD: Piacere mio, a presto! Danilo Di Luca
2003 Worlds with Bettini, photo: BiciRace.com
Milano-Sanremo, photo: BiciRace.com
After Amstel Gold Race with Bianchi, photo: Liquigas-Bianchi
Giro Podium, In Pink, photo: Graham Watson, Saunier Duval
Giro, White Bianchi, photo: BiciRace.com
Giro Stage 3 win over Cunego, photo: Liquigas-Bianchi
Danilo Di Luca has a cool website.